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La rigenerazione urbana e l’importanza degli impianti sportivi

Il tema della rigenerazione urbana è oggetto di forte attenzione date le esigenze sempre più urgenti in termini di mobilità e necessità di rendere le città più abitabili, soprattutto nelle aree periferiche.

È considerata come un motore economico e un meccanismo di rivitalizzazione di intere aree con interventi ecosostenibili finalizzati al miglioramento delle condizioni urbanistiche e socio-economiche con l’obiettivo di far convivere vecchie e nuove strutture.

Agire tramite trasformazioni che hanno ad oggetto una serie continue di demolizioni, ricostruzioni e rifunzionalizzazioni delle parti urbanistiche, significa predisporre degli interventi volti a creare e innescare modelli di sostenibilità sempre più affini a quelli di una città resilente.

Nell’ultimo decennio la rigenerazione urbana ha fatto passi in avanti, incentivando l’occupazione e l’imprenditoria locale, nonché, per dare alle città un aspetto nuovo attraverso un rilancio dell’immagine territoriale, anche dal punto di vista culturale, economico, sociale e ambientale.

Oggi gli interventi turistico sportivi sono utilizzati come leva di sviluppo economico in piccole realtà.

Sport e rigenerazione urbana sono due campi apparentemente lontani ma dalla cui sovrapposizione potrebbe nascere un modo innovativo di guardare agli spazi dedicati allo sport e allo spazio urbano in generale per creare nuove forme di impresa.

La riflessione che propongo riguarda un ripensamento dell’utilizzo degli impianti sportivi.

Un pensiero che chiede ai gestori di interrogarsi su come rivedere la propria offerta di attività magari costruendo con i quartieri e i territori dove hanno sede, una relazione diversa e più “personalizzata”.

Si dovrebbe analizzare la situazione media di conservazione e manutenzione degli impianti, la loro età e adeguatezza rispetto al variare di stili di vita e consumi sportivi.

Sono, infatti, frequenti i casi di impianti isolati, sottoutilizzati o di inefficienza gestionale e organizzativa che porta ad un conseguente abbandono e disuso.

Gli investimenti da parte dei comuni nelle infrastrutture sportive sono, così, una opportunità sia per la diffusione del benessere e della qualità della vita sia per attivare processi virtuosi di trasformazione e rigenerazione urbana che andrebbero a favorire interventi da parte di operatori, pubblici e privati, nel tentativo di definire soluzioni innovative e multisettoriali di utilizzo degli stessi.

Milano è stata una delle prime città a muoversi in questa direzione; vi abbiamo, già, alcuni interessanti esempi di promozione territoriale.

È il caso dell’associazione sportiva Play more! che ha sviluppato un progetto sportivo, sociale e culturale.

Si sviluppa su un’area di 4000 mq di proprietà comunale ed è la sede dove vengono ospitati corsi ed eventi di sport integrati ma anche progetti culturali organizzati con la Biblioteca multimediale interattiva, conosciuta come la Mediatica di Santa Teresa.

Ma non finisce qui, la Total Natural training, primo impianto polisportivo d’Italia, in seguito ad un accordo con il Comune di Milano, ha preso in gestione un capannone di 2.000 mq nella periferia Nord di Milano per adibirlo alla pratica di sport metropolitani – parkour & freerunning – sport da combattimento, attività fitness e culturali.

L’immobile, preso in gestione da un gruppo di giovani, è stato riportato in vita dopo 12 anni di abbandono ed è oggi una grande opportunità di crescita per tutto il quartiere, in cui si intrecciano sport, cultura, integrazione, inclusione sociale, servizi di welfare; un vero esempio di sport come sinonimo di disciplina di vita.

Si sente, poi, comunemente parlare di community hub.

Sono spazi fisici, spesso da riutilizzare e sempre da ri-significare, che mettono al centro la relazione persone-comunità.

Sono strutturati in modo da erogare servizi di diversa natura per la popolazione destinataria: ad esempio possiamo trovare insieme corsi per il tempo libero per fasce d’età molto diverse, occasioni di aggregazione e programmi culturali, spazi per la ristorazione.

Sono luoghi capaci di offrire opportunità di crescita ai quartieri, in cui si condividono immaginari di futuro: le persone in questi contesti sono risorsa per i gruppi e le reti di prossimità e, viceversa, i vicinati e le comunità di affinità diventano palestre di capacitazione per le persone.

Sempre a Milano è nata la casa della corsa, la 42 Run station.

Creata al parco Nord da gente che ama correre e che ha aperto un luogo – e un business – dove farsi la doccia, lasciare telefono e portafoglio in un armadietto e comprare articoli specializzati

È a Milano che si deve guardare per scuotere una nuova visione della realtà e per immaginarsi nuove modalità di erogazione dell’offerta sportiva e nuove funzioni per gli impianti, nonché per attivare un connubio creativo e di gioco tra le risorse dello sport e i processi di rigenerazione urbana.

Fonti:

Sport e rigenerazione urbana: ripensare gli impianti sportivi

https://www.arcipelagomilano.org/archives/45609 Cosa è la rigenerazione urbana: definizione, obiettivi, normativa https://www.pedago.it/blog/riqualificazione-urbana-cos-e-definizione-obiettivi-normativa.htm

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